Come Scannerizzare Negativi

In questo mio primo e LUNGO tutorial voglio mostrare il mio approccio quando devo scannerizzare negativi colore e b&w, sia 35mm che medio formato (120). Con il metodo che andrò a descrivere ho ottenuto ottimi risultati e soprattutto costanti.


DISCLAIMER prima di iniziare con la guida: questo è il metodo che ho sviluppato nel corso degli anni, non ho la pretesa che sia il migliore, ma lo ritengo molto funzionale e valido.


Occorrente

Direi di partire con una lista di attrezzatura necessaria allo scopo, sempre tenendo presente che le opzioni disponibili sul mercato sono molteplici e spesso ugualmente valide.

  • Scanner – Questo nella maggior parte dei casi sarà un flatbed, ovvero il classico “scanner da ufficio”. È importante che questo abbia una lampada superiore, poiché questa illuminerà i negativi, così da renderli scansionabili.
    Personalmente ho usato per anni un vecchio Epson 4490 Photo, ma sono passato da poco ad un più recente Epson V600 (amzn.to/2NeRYUq); scelta dettata principalmente dalla velocità di scansione e la sorgente LED, invece che ad incandescenza.
    Di base consiglierei di stare sulla gamma di scanner Epson, dal 4490 in poi dovrebbero essere tutte valide opzioni per il medio formato (io farò sempre riferimento al 120 come formato più grande da scansionare, anche se alcuni scanner consentono di andare oltre).
    Se contate di scattare principalmente o esclusivamente 35mm, consiglieri di orientarsi verso uno scanner dedicato.
    Io per il 35mm utilizzo un Konica Minolta Dimage Scan Elite 5400, è uno standard nella categoria, ma i prezzi sono abbastanza alti (e continuano a salire); si trova solo più usato e ci sono altre problematiche riguardanti le compatibilità con i driver originali…
    Consiglieri invece di guardare i Plustek (amzn.to/2MoWyjc), con i quali non ho esperienza diretta ma ne ho sempre sentito parlare bene (non sono ai livelli del Minolta o dei Nikon, ma sono nuovi e forniti di software).

    Ci si potrebbe già fermare qua se l’obiettivo fosse la blanda digitalizzazione del negativo (poiché praticamente tutti gli scanner elencati vengono forniti di mascherine per negativi e di software), ma la mia vuole essere una guida per ottenere i migliori risultati possibili, quindi ci serve anche altro!
  • Software – Con quelli in dotazione agli scanner si può già ottenere qualcosa di accettabile, ma se si cercano dei risultati migliori bisogna affidarsi a software di terze parti, nel mio caso VueScan (hamrick.com/reg.html), è importante che sia la “Professional Edition“. Il costo si aggira attorno ai 90€ e per questa guida farò riferimento alla prima citata “Professional Edition”, poiché abilita utili funzioni extra.
    VueScan supporta praticamente tutti gli scanner quindi non ci dovrebbero essere problemi di compatibilità, ma per essere sicuri basta recarsi su hamrick.com/vuescan/supported-scanners.html e controllare.

    ColorPerfect (colorperfect.com/colorperfect.html?) è il plugin per Photoshop che utilizzerò per la conversione delle scansioni lineari; ha un costo che si aggira intorno ai 70€ ma li vale tutti!

    Sempre dal sito di ColorPerfect è disponibile MakeTiff, un programmino gratuito utile per assegnare “in blocco” un profilo colore alle nostre scansioni (non è obbligatorio poiché si può assegnare un profilo direttamente in Photoshop, ma salva tempo facendolo in contemporanea a più foto).

    Con questo dovremmo essere pronti per partire, magari tenendo presente di possedere un rocket blower (amzn.to/2Ml8mCZ) per “soffiare” i negativi prima di inserirli nello scanner.

Iniziamo

Negativi alla mano, possiamo iniziare il processo di digitalizzazione!

Il primo passo è caricare i negativi nello scanner, se si usa un flatbed è fondamentale tenere l’emulsione verso l’alto!
La pellicola è composta da una BASE e dall’EMULSIONE (applicata su di essa), è quindi impostante caricare i negativi nel telaio dal verso giusto (al fine di evitare cose come gli “anelli newtoniani”); per determinarlo è molto semplice, la BASE (che vogliamo sia rivolta verso il vetro dello scanner) è lucida e si possono leggere correttamente le informazioni stampigliate sui bordi; mentre l’EMULSIONE (che vogliamo tenere verso l’alto) è opaca e le scritte risulteranno invertite.

Negativo colore pronto ad essere scannerizzato
Questo è il corretto verso per il caricamento dei negativi nel telaio dello scanner.
Una volta caricati nel telaio dovremmo riuscire a vedere che le informazioni stampigliate sul bordo della pellicola sono invertite.

Una volta caricati i negativi correttamente (lato emulsione verso l’alto e base verso il vetro), possiamo chiudere lo scanner e avviare VueScan.

Ora c’è da aprire una piccola parentesi sul lato software: Le impostazioni che vedrete sono relative all’Epson V600, queste potrebbero offrire opzioni differenti o non essere del tutto disponibili, a seconda dello scanner in utilizzo.
Sta di fatto che i settaggi che andrò a modificare dovrebbero essere disponibili per tutti gli scanner (flatbed) elencati prima.

VueScan

Aperto VueScan e selezionato lo scanner che stiamo utilizzando in “Source: nome scanner“, ci troveremo davanti a questa interfaccia:

Interfaccia di VueScan (programma per scannerizzare)
(Non spiegherò come attivare/registrare la propria licenza del programma, ma è parecchio straightforward).

A questo punto le impostazioni che andremo a modificare saranno:

  1. Options: Professional
  2. Mode: Transparency
  3. Media: Slide film
  4. Bits per pixel: 48 Bit RGB (per il colore), 16 Bit Grey (per il bianco e nero).
  5. Preview resolution: Consiglio 600/800 dpi (non influisce sulla scansione).
  6. Scan resolution: Se avete un flatbed Epson Vxxx (e precedenti) non serve superare i 2400/3200 dpi, ma anzi è controproducente e rischia di portare rumore digitale nelle nostre scansioni, poiché la risoluzione effettiva di questi scanner si aggira appunto intorno ai 2400 dpi. (Nel caso del Minolta, per esempio, la risoluzione effettiva è di 5400 dpi, ma finché si parla di flatbed 2400/3200 dpi sono più che sufficienti.)
  7. Auto save: None (se si scansiona negativi colore) Scan (se si scansiona negativi b&w). Questo perché nel caso del colore, come vedrete dopo, andrò ad utilizzare il Digital ICE, per risparmiarmi del lavoro poi su Photoshop per la pulizia della polvere/graffi. (Se dovessimo avere l’Auto save su “Scan”, pur utilizzando il Digital ICE, la scansione verrebbe salvata prima che questa venga aggiornata con i dati della scansione a infrarossi.)
Modifiche da effettuare sulla tab input

Per la sezione Input abbiamo finito e possiamo passare alle successive!

Nella pagina Filter è possibile impostare (se lo scanner lo supporta) il Digital ICE.
Attivatelo SOLO se state scansionando negativi colore (sul bianco e nero non funziona, a causa della composizione dell’emulsione).
Consiglio di selezionare Light nel menù a tendina.

Tab Filter su VueScan

Nella sezione Color avremo 3 modifiche da effettuare:

  1. Color balance: None
  2. Curve low: 0.001
  3. Curve high: 0.001
Modifiche nella tab Color di VueScan

L’ultima pagina da andare a modificare sarà quella dell’Output:

  1. Default folder: Sta a voi scegliere dove verranno salvate le scansioni.
  2. Printed size: Scan size
  3. JPEG file: Togliete la spunta, utilizzeremo solo RAW.
  4. RAW file: Mettete la spunta.
  5. Raw file type: 48 Bit RGB (per il colore), 16 Bit Grey (per il bianco e nero).
  6. Raw output with: Save
Modifiche nella tab Output di VueScan

Dovremmo essere pronti a procedere, ma consiglio di osservare bene che anche le impostazioni non citate siano come nelle immagini presenti, (sono impostazioni di default che dovrebbero essere già settate in maniera corretta, ma sempre meglio controllare per evitare problemi nelle prossime fasi).

È possibile salvare le impostazioni modificate fin ora andando su File > Save options… Consiglio di creare già due profili: B&W e Colore, modificando anche solo l’utilizzo o meno del Digital ICE (colore: ON – Light; b&w: OFF).

Scansioniamo

Impostazioni modificate e salvate possiamo partire facendo una Preview.
Una volta finita la scansione (di preview) dovremmo ottenere una cosa simile:

Scansione di preview del negativo
Base del negativo selezionata

È importante (per questo metodo) includere nella preview almeno un pezzo di base della pellicola, questo perché ci permetterà di fissare l’esposizione prima di procedere con la scansione vera e propria.


Selezioniamo quindi una parte della base della pellicola e spuntiamo “Lock exposure” nella tab “Input” e lanciamo una seconda preview.

Fatto ciò (e finita la seconda preview) dovremo spuntare su “Lock film base color” per eliminare l’arancione dato dalla base della pellicola e selezionare il frame di nostro interesse, cercando di tenerci abbastanza vicini al bordo della foto effettiva e iniziare la scansione (premendo su Scan).

Negativo pronto per essere scannerizzato
(Non serve impazzire per cercare di essere perfetti nella sezione, si ritaglierà poi in maniera corretta su Photoshop.)

Finita la scansione è FONDAMENTALE ricordarsi di premere su Save“.
Poiché prima abbiamo disattivato l’Auto save, la nostra scansione non verrà salvata automaticamente finito il processo.

A questo punto la fase di scansione è terminata (la si può ripetere per tutti i frame che ci interessa digitalizzare, ma a scopo dimostrativo farò solo questo).

MakeTiff

Ora che abbiamo la scansione lineare del nostro negativo possiamo passare all’inversione dello stesso, poiché ora è ancora a tutti gli effetti in negativo.

Utilizzerò MakeTiff (colorperfect.com/MakeTiff/) per attribuire un profilo colore al file .tiff del mio negativo.
Consiglio di copiare le spunte sulle varie impostazioni dalla foto che segue.

IMPORTANTE: Se la scansione è di un negativo colore, imposterò il profilo su sRGB (dal menù a tendina “assign profile:”); mentre se il negativo fosse b&w, selezionerò Gray G2.2.

Una volta che abbiamo settato le impostazioni correttamente, bastera fare un drag and drop con il file della scansione e il programma si occuperà di attribuirli il profilo colore selezionato in precedenza.

Schermata di MakeTiff

Photoshop

Fatto ciò possiamo aprire Photoshop e importare il nostro file .tiff.
Se il ritaglio ottenuto direttamente dalla scansione non vi soddisfa e/o include troppo bordo della pellicola, questo è il momento di correggerlo; consiglio di impostare il ritaglio con l’aspect ratio relativo al formato che stiamo invertendo (per il 35mm 3:2, per il 6×7 4:5 e via dicendo).

Per ottenere il miglior risultato con ColorPerfect è fondamentale avere meno bordo pellicola possibile; io per scelta personale tendo a lasciarne il minimo indispensabile, al fine di mostrare che la foto è “full frame”, ma è sicuramente meglio non includerne proprio.

Ritaglio immagine su Photoshop

Con l’immagine ritagliata (e ruotata se necessario) siamo pronti per procedere con l’inversione in ColorPerfect.

Color Perfect

Installato e attivato il plugin possiamo aprirlo, così da trovarci davanti a questa schermata:

Schermata ColorPerfect al primo avvio

Le prime cose da fare sono selezionare “ColorNeg” dal menù a tendina, a fianco impostare “L” (per linear scan) e dal menù sotto a questo selezionare solo gamma 2.2.
Fatto ciò si può impostare un “fresh start”, in modo da poter partire con in maniera “pulita” con la nostra immagine, per farlo basterà premere sul pulsante che di default mostra “As Optioned > Optimized” fino ad avere scritto “Basic > Fresh Start”.

Fatto ciò possiamo passare a recuperare tutte le informazioni nelle luci, muovendo lo slider “A” fino ad ottenere nella casella “B” un valore il più possibile vicino allo zero.

Se l’immagine dovesse diventare troppo scura nel tentativo di recuperare le luci (a causa della troppo alta gamma dinamica) si può applicare una compressione alle stesse con il menù a tendina “C”, per cercare di mantenere più informazioni possibili, senza andare a perderne nelle ombre.

Recupero delle luci su ColorPerfect
In questo caso ho applicato una compressione di 0.50 per mantenere l’immagine ad una esposizione il più possibile corretta e recuperare le informazioni nella parte alte del casco.

Si passa poi a recuperare le ombre e le informazioni contenute in esse, attivando il PB Tails (premendo nella casella di testo), questo ci consentirà di utilizzare lo stesso slider “A” di prima ma questa volta andremo a modificare il valore di PB Tails. Anche in questo caso vale la stessa regola di prima, ovvero portare il più possibile vicino allo zero il contatore.

Schermata pb tails
Se avete lasciato del bordo pellicola nella vostra scansione questo impedirà di raggiungere lo zero nella casella di clipping delle ombre, poiché non ci sono informazioni contenute nel bordo negativo e questo falserà di poco il numero.

Ora che abbiamo corretto i clipping della nostra immagine (sia delle luci che delle ombre) possiamo applicare il preset di conversione in base alla pellicola utilizzata.

Nel menù a tendina “D” troveremo i produttori e nel menù “E” gli stock.

Tipologia di pellicola applicata alla scansione

NOTA: Questo è forse il più grande vantaggio di ColorPerfect ma a volte la conversione può non avvenire in maniera 100% fedele e può essere dovuto ad una scansione non corretta o all’inclusione di troppo bordo pellicola e altri fattori; l’importante è non scoraggiarsi e riprovare.
Potrebbe anche capitare che la pellicola utilizzata non sia presente come preset (raramente) come per i rullini Lomography, in questo caso basterà creare un nostro preset seguendo la guida ufficiale sul sito di ColorPerfect.

La conversione dell’immagine è completata!
Possiamo dare l’OK al programma così da finalizzare le modifiche e riportarci su Photoshop, dove potremmo fare ancora qualche lieve correzione cromatica (se necessaria) e soprattutto applicare la sharpness.

Ultime correzioni in Photoshop
In questo caso ho applicato la sharpness con un filtro high pass, rimosso una leggera “green cast” con i livelli e infine esportato la foto.

Conclusioni

Ragazzo con casco da moto

Questo è il risultato e a mio avviso è ottimo, ritrae esattamente le condizioni nelle quali era stata scattata la foto, i colori sono pari a quelli che mi ricordo dal giorno dello shooting e le caratteristiche della pellicola (in questo caso Lomography 400) sono presenti (questa pellicola è più satura, rispetto ad una Portra 400 o una Pro 400H ed è ben visibile dalla foto).

Mi rendo conto che questo metodo non sia per nulla immediato e facile sotto molti punti di vista, ma diciamo che se si scatta su pellicola l’ultima cosa che si cerca è l’immediatezza. I risultati però credo proprio che ripaghino tutta la fatica impiegata per ottenerli.

Probabilmente in futuro realizzerò un video per “accompagnare” questa guida, così da mostrare il processo in tempo reale ma per il momento ci lasciamo qua.

P.S. Se qualcuno nel provare questo processo avesse dei dubbi, si senta libero di scrivermi qua sotto!


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6 Comments

  1. Ciao, ho trovato questa guida molto interessante ma ho alcune domande da porti e dei dubbi che spero tu possa chiarirmi .
    Innanzitutto io scansiono negativi ( colore e bn ) medio formato sia 6×7 che 6×6 che 6×9 e utilizzo un Epson V850 con Vuescan Pro e anch’io Color Perfect .
    Ora le domande sono :
    Come mai su Vuescan metti in modalità Slide Film e non Negative Film ?
    Il profilo colore perché srgb invece di Adobe rgb ?
    Color Balance non è meglio metterlo su White Balance ?
    Non ho capito a cosa serve il plugin Make Tiff
    Per il resto su Color Perfect faccio anche io più o meno le stesse cose anche se credo di fare un po’ di casino con il bilanciamento del bianco perché non sempre ottengo buoni risultati e anche qui vorrei un tuo consiglio .
    Spero di non chiedere troppo ma mi farebbe piacere avere qualche spiegazione da te .
    Grazie infinite

    • Massimo Branca

      Ciao Fabrizio, cercherò di rispondere in ordine a tutte le tue domande:

      – Uso Slide Film perché mi interessa avere una visone del negativo stesso e non della conversione (positivo) effettuata in automatico da VueScan, dato che poi andremo a lavorare sulla scansione di un negativo e non di un positivo.

      – Per il profilo colore (se intendi in fase di scansione) è ininfluente, come il bilanciamento del bianco, poiché andremo ad ottenere un file RAW; se invece intendi quello che vado ad applicare con Make Tiff, lo stesso creatore di ColorPerfect consiglia di usare sRGB come profilo colore, ed effettivamente io ho ottenuto i risultati migliori con quello.

      – Per quanto riguarda Make Tiff è solamente un programma che utilizzo per assegnare un profilo colore “in blocco” alle scansioni, dato che come detto prima, i file sono RAW privi di profilo colore e assegnarlo manualmente ad ogni scansione su Photoshop sarebbe poco conveniente.

      Spero di esserti stato d’aiuto, fammi sapere se riscontri altre perplessità; resto a disposizione!

  2. Cosimo Orlando

    Ciao, guida fatta molto bene, complimenti. Volevo chiederti se hai consigli per quanto riguarda la scansione delle diapositive.
    Grazie

    • Massimo Branca

      Grazie mille, felice che ti sia stata d’aiuto.
      Per quanto riguarda le dia il processo si semplifica molto: Scannerizzo sempre come RAW e poi applico gli “aggiustamenti” del caso con ColorPerfect in Photoshop; ti invito a visitare questa guida direttamente sul sito di ColorPerfect che copre l’argomento nel dettaglio: https://www.colorperfect.com/scanning-slides-and-negatives/creating-linear-scans/

      • ORLANDO COSIMO

        Grazie per la tempestiva risposta. Ti ho chiesto se avevi consigli per quanto riguarda le dia perchè se scansiono impostando a 48 bit di default sia in jpg che in tiff il risultato è accettabile, se invece scansiono a 48 bit in raw ottengo una foto completamente scura, impossibile da correggere

        • Massimo Branca

          Figurati, premetto che non scansiono tante dia quanto negativi colore/b&w, ma quando le scansiono ho notato anche io questa tendenza ad ottenere file molto scuri, che però vado poi a correggere con ColorPerfect.
          Seguendo questo processo fa sì di ottenere una scansione RAW con il quantitativo di informazioni più alto possibile (proteggendo le luci, per questo l’immagine scura) che poi si può andare a recuperare con ColorPerfect, alzando il livello di nero (e tutte le altre impostazioni che riteniamo necessarie) sempre mantenendo la minima percentuale di pixel “clippati”, sia per quel che riguarda le ombre che le luci.
          Purtroppo le dia sono stupende da vedere su una lavagna luminosa ma quando c’è da scannerizzarle il risultato non è mai sbalorditivo quanto il vederle “dal vivo”…

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