Quando si va a parlare di pellicola in bianco e nero, si pensa subito a Ilford e la sua HP5 Plus (amzn.to/38ncTg9), o almeno, per me è così.

Così oggi ho deciso di fare una recensione di quest’ultima e porla a confronto con la “competizione”, come la Tri-X di Kodak (amzn.to/35bfuaV).

Detto ciò, possiamo partire!

Introduzione

Partirei con una descrizione generale di quella che è la pellicola, per chi ancora non la conoscesse granché:

È una pellicola bianco e nero, iso 400 prodotta dalla ditta inglese Ilford a partire da 1931 (dal 1960 come iso 400) ed è disponibile in tutti i formati, tra cui il 35mm (amzn.to/38ncTg9) e il medio formato 120 (amzn.to/2RPPXjR).

Motociclista di spalle con tuta Dainese, scattata su Ilford HP5
Scattata con una Mamiya C330f su Ilford HP5 Plus
a 400 iso (box speed)

La HP5 non è la mia “pellicola preferita”, questo non per un particolare motivo ma semplicemente perché credo nella frase: “the right tool for the job” (il giusto attrezzo per il lavoro che si deve svolgere) e a volte la HP5 lo è, altre volte no.

È comunque una delle pellicole che utilizzo maggiormente, con la quale mi trovo molto a mio agio e voglio dunque spiegarvi il perché, nella speranza che possa aiutare qualcuno di voi nella scelta della pellicola da scattare in una data occasione/necessità.

Gamma Dinamica

Il primo punto forte di questa pellicola è la sua ampia gamma dinamica che permette (soprattutto se uno scannerizza i propri negativi) di recuperare un sacco di informazioni sia dalle ombre più scure che dai punti di luce.

Vano motore di un Suzuki Samurai, scattata su Ilford HP5
Scattata con una Nikon FM2 su Ilford HP5 Plus
a 400 iso (box speed)

Questo la rende facile da scattare, soprattutto per chi è alle prime armi con la fotografia analogica, ma anche per chi volesse sperimentare con la regola del sunny 16 o più in generale valutare l’esposizione ad occhio.

È quindi una pellicola che “perdona” molto e si presta ad essere manipolata sia in camera oscura che una volta digitalizzata.

Contrasto

Come detto nel punto precedente, la Ilford HP5 Plus ha una gamma dinamica molto ampia ma questo spesso implica un contrasto più tenue, rispetto a pellicole come la Tri-X.

Ragazzo su un cubo in cemento
Scattata con una Nikon FM2 su Ilford HP5 Plus a 400 iso (box speed)

C’è da specificare che non è assolutamente una pellicola a basso contrasto, data anche la sua velocità di 400 iso, ma il fatto di poter recuperare facilmente le ombre implica che queste non siano completamente nere o con passaggi molto netti.

Tutto sommato questa sua caratteristica non mi dispiace, in quanto è molto più difficile andare a “togliere” contrasto che aggiungerne. E se si volesse già ottenere un negativo più “tagliente”, si può sempre pushare la pellicola e questo ci porta al punto successivo…

Latitudine

È una pellicola che sopporta il push processing egregiamente, anche fino a 3200 iso (ovvero 3 stop)!

Bassista durante un concerto (Atlante)
Scattata con una Canon AE-1 Program su Ilford HP5 Plus a 3200 iso

Personalmente la scatto spesso a 1600 iso, così da ottenere un contrasto più marchiato, a discapito di un lieve aumento della grana.

Grana

Riprendendo il punto precedente, pushando questa pellicola si inizia a “estrarre” parecchia grana, che però non trovo distragga dalla foto stessa.

Quadro strumentazione di una Alfa Matta
Scattata con una Nikon F2 su Ilford HP5 Plus a 1600 iso,
come spero potrete vedere, la grana è alquanto presente ma non “fastidiosa”

Anche a box speed la grana è presente e ben visibile, ha un carattere molto “randomico” nella sua disposizione, organico; confrontandola con la Tri-X, quella della HP5 è sicuramente più marcata e quindi costituisce un importante punto per quel che riguarda la scelta della pellicola.

Come, quando e perché

Ora che vi ho descritto quelli che credo essere i principali punti che caratterizzano questa pellicola, posso parlare di quello che è il mio approccio con questa, ovvero il come, il quando e il perché la utilizzo.

Partendo dal “come”, io la scatto in due formati (35mm e medio formato 120) e per quanto riguarda il 35mm, tento spesso a pusharla a 1600 iso, per guadagnare in contrasto e “punchiness”.
Si ottiene un look molto simile a quello dei vecchi reportage e anche se la grana aumenta un po’, trovo che aiuti a portare avanti questa idea stilistica.

Mentre sul medio formato tendo a scattarla a box speed, questo per ottenere passaggi da luce a ombra il più graduali possibile. Spesso la utilizzo per dei ritratti e questa sua “linearità” nel rappresentare la luce aiuta molto a rendere la foto più “leggera” all’occhio.

Foto di una ragazza su un divano
Scattata con una Mamiya RZ67 Pro II su Ilford HP5 Plus a 400 iso (box speed)

E chiaramente su formato 120 la grana è minima, restituendo immagini dalla risoluzione altissima, pur mantenendo delle caratteristiche analogiche.

Per quanto riguarda il “quando”, la risposta potrà sembrare banale, ma è sempre! È una pellicola che si adatta a tutti i soggetti e le condizioni, senza alcun problema, quindi è sempre una buona occasione per scattare dell’HP5!

Il “perché” di questa pellicola si deve ricercare, a mio parere, nella sua facilità di utilizzo: È una pellicola che perdona molti errori ma che se scattata adeguatamente è in grado di restituire risultati veramente sbalorditivi. Altra motivazione è il prezzo della stessa, poiché questa è relativamente economica (per lo meno qua in Italia) e sicuramente più accessibile che la Tri-X.

Conclusioni

Se non l’aveste ancora scattata, che cosa state aspettando?

È sicuramente una delle poche pellicole bianco e nero che considero nell’Olimpo di questa “categoria”, è perfetta per iniziare ma allo stesso tempo è ottima per un utilizzo più mirato o addirittura come pellicola “walk around” per tutti i giorni; non ci sono scuse, se non avete ancora provato un rullino di Ilford HP5 Plus non sapete cosa vi state perdendo.

Il mio consiglio è quello di partire scattandola a 400 iso (box speed) per poi sbizzarrirvi a pusharla o pullarla per ottenere uno stile differente, è una pellicola che lo sopporterà tutti gli “abusi” alla quale la sottoporrete!

Detto ciò, come sempre, io vi invito a seguirmi sui miei profili social come quello Instagram per vedere delle foto scattate proprio su questa pellicola, visitate lo Shop e il mio canale Youtube, se foste interessati in approfondimenti in formato video. Ci si vede nel prossimo articolo!


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