Dopo averci fatto passare svariati rullini attraverso, mi sento pronto a recensire la Mamiya RZ67 Pro II. Sedetevi comodi che iniziamo!

Durante la mia avventura nel mondo della fotografia analogica, mi sono approcciato al medio formato più volte ma senza mai trovare “soddisfazione” nel scattarlo.
Ho iniziato con una Mamiya C330f, ottima macchina ma il fatto di essere una TLR (tween lens reflex) mi ha sempre dato un po’ di problemi, dovendo spesso ipotizzare come sarebbe uscita la foto, soprattutto quando volevo realizzare dei close-up(Questo infatti andava ad annullare il pregio di avere un soffietto, perché mettendo a fuoco molto vicino la porzione visibile nel viewfinder diventava minima; di conseguenza il peso e le dimensioni maggiori rispetto ad una Rolleiflex o una Yashica non erano più giustificabili).

Ragazzo su una Guzzi V7 III con dietro un antico vagone merci
Scattata con la Mamiya C330f su Ilford HP5 (amzn.to/382fvje)

Dopo questa mia esperienza un po’ fallimentare avevo deciso di vendere la macchina e concentrarmi sul 35mm.
Questo fino a quando non mi è capitata l’occasione di acquistare a buon prezzo, dal Giappone, una Mamiya RZ67 Pro II.

Caratteristiche principali

Partirei dal peso, poiché è la prima cosa che salta all’occhio (o meglio, al braccio), è una macchina pesante. Sento spesso dire che serva essere dei “palestrati” per portarsela in giro e che ti “sfondi le braccia” dopo poco; queste sono esagerazioni a parer mio. Sicuramente se passate da una qualsiasi macchina fotografica 35mm (o anche da una Hasselblad) alla Mamiya, la differenza di peso si farà sentire ma è da mettersi in conto viste le dimensioni.

Le grosse dimensioni sono dovute sopratutto al formato che scatta questa fotocamera, ovvero il 6×7 (uno dei più grandi formati su 120, senza andare sui panoramici), ma soprattutto dalla caratteristica principale che la distingue (assieme alla precedente RB) dal resto della competizione: Il retro rotabile.

Retro della Mamiya RZ67 Pro II ruotato in orientazione "landscape" e "portrait"

Ebbene sì, consente di scattare sia in verticale che in orizzontale senza la necessità di ruotare tutta la camera.
Basterà solamente ruotare il magazzino per la pellicola.
Questo da un vantaggio enorme in termini di ergonomia e comodità, soprattutto perché stiamo parlando di una fotocamera a pozzetto.

Fotogramma dal mio video sulla Mamiya RZ67 Pro II
Frame dal mio video sulla Mamiya RZ67
(youtube.com/watch?v=vhScj22bS5M)

Ciò significa vedere tutto specchiato (destra e sinistra invertite) e se dovessimo dover girare ancora la fotocamera su se stessa per scattare in verticale, l’esperienza di shooting diventerebbe assai più complessa.

Altra caratteristica che contribuisce al peso della macchina è la sua modularità.

Mamiya RZ67 Pro II body, finder e film back (120)

Infatti il vero e proprio “corpo macchina” si può identificare come un cubo con uno specchio al suo interno, il soffietto sul frontale e poco altro.
Tutto il resto che andrà a comporre la RZ67 Pro II (o “Pro I”, questo è dato dal corpo macchina, dove la Pro II ha tempi di scatto che vanno a 1/2 stop alla volta, una manopola di fine focusing e poco altro) saranno componenti variabili a seconda delle esigenze.

Si va da schermi di messa a fuoco differenti, magazzini pellicola che consentono di scattare il 6×6 o persino polaroid o anche il prima citato prisma (con esposimetro) che va a sostituire il pozzetto ed in fine la lente.

Lenti Mamiya
Lente Sekor Z 90mm f3.5 per la Mamiya RZ67 Pro II

La lente nel mio caso è una normale per il formato, ovvero il 90mm f3.5 (che equivale circa ad un 50mm su formato 35mm). È un rasoio!
D’altronde tutte le lenti marchiate Mamiya hanno la reputazione di essere tra le ottiche migliori mai realizzate (per il medio formato) e a vedere da quella in mio possesso posso confermarlo.

Foto di una macchina abbandonata, scattata con la Mamiya RZ67 Pro II
La quantità di dettaglio che la combinazione di lente e dimensioni del negativo riescono a “catturare” mi lasciano sempre esterrefatto.

Conclusioni

È una macchina sicuramente “non facile”, bisogna essere pronti alle dimensioni non indifferenti, soprattutto se come me, si punta a portarsela in giro a tracolla e trattarla come se fosse una fotocamera molto più portatile.

Se si è però pronti ad accettare tutto ciò, potrà regalare tante soddisfazioni.
La sua modularità la rende adatta a praticamente tutte le esigenze, è una macchina che si adatta a te.

Se foste interessati a vedere alcuni dei miei lavori realizzati con la mia Mamiya RZ67 Pro II vi invito a seguirmi su Instagram, sulla mia Lomohome e sul mio canale Youtube.
Se volete comprare delle stampe, visitate lo Shop.
Buon shooting a tutti!

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