Oggi ho scelto di trattare un tema che mi sta molto a cuore e mi affascina molto: Lo sviluppo di pellicole in bianco e nero in casa.

È un argomento sul quale c’è un’infinità di cose delle quali parlare, dettagli sottili ma allo stesso tempo molto importanti per la riuscita del tutto e tante, tantissime variabili; detto questo possiamo iniziare!

Occorrente

Per sviluppare a casa propria saranno necessari vari accessori/strumenti, alcuni di comune utilizzo, altri un po’ meno…
Tutto è comunque facilmente reperibile e non troppo costoso.

Partiamo con l’essenziale:

  • Una pellicola in bianco e nero (ovviamente)
    Nel mio caso una Ilford HP5 (amzn.to/2BvVDG2), una pellicola che conosco a fondo e dalla quale so che risultato aspettarmi. Consiglio anche a chi di voi decida di seguire questa guida di utilizzare questa, così da poter proseguire “passo a passo”, in quanto ci saranno variabili date dalla diversa pellicola.
  • Una changing bag (amzn.to/35VzYFw)
    Io consiglio quella linkata qua sopra, poiché è di dimensioni comode e usandola da anni posso confermarne la qualità costruttiva.
    Servirà per trasferire la pellicola dal rullino al tank di sviluppo.
  • Un tank di sviluppo (amzn.to/2VXCzKe)
    Anche in questo caso consiglio il prodotto Paterson linkato qua sopra.
    Personalmente utilizzo il modello precedente ma il motivo per il quale raccomando questo tank è la capacità di sviluppare fino a due rullini 35mm contemporaneamente o un rullo 120. Non inizierei con tank più grossi perché tendono a diventare ingombranti e più complessi da maneggiare nella vera e propria fase di sviluppo.
  • Un termometro da cucina (amzn.to/33JPHoU)
    È molto importante per poter verificare la temperatura dei chimici prima di versarli nel tank di sviluppo e iniziare il processo.

    CHIMICI:

    La scelta di questi deriva da esperienza e gusto personale, per cui io vi consiglierò quelli che uso e elencherò il perché li ho scelti.
Bottiglie di Ilfotec HC e Rapid Fixer, per sviluppare pellicole in bianco e nero
  • Developer (amzn.to/2MvK9c2)
    Ho scelto l’Ilfotec HC (di Ilford) perché è ottimo per lo sviluppo sia a box speed che pushando la pellicola. Il costo iniziale non è bassissimo ma è un developer one shot e la diluizione che utilizzo è parecchio alta (1+31).
    Ciò significa prepararne il necessario ogni volta ed utilizzare la soluzione una volta sola, ciò permette che il concentrato duri tantissimo.
  • Fixer (amzn.to/2qp6Y8y)
    Anche per questo mi affido ad Ilford con il suo Rapid Fixer, anche se tendenzialmente uno vale l’altro…

    Come detto prima queste sono scelte soggettive, molti potrebbero consigliare di acquistare anche uno stop bath, quando io utilizzo un risciacquo ripetuto più volte; altri potrebbero anche consigliare l’utilizzo di un photo flo a fine sviluppo, mentre io uso delle “squeegee” e basta…

    Questa guida vuole comunque essere una base dalla quale partire per sviluppare il proprio stile, quindi ciò che ho elencato può bastare.

Partiamo

Cerchiamo un piano libero sul quale poterci appoggiare la changing bag, stenderla bene e aprire la tasca sul fondo per infilare all’interno il necessario.

Changing Bag della Paterson
Changing Bag Paterson (amzn.to/35VzYFw)

Già a questo punto si “separa la strada” tra chi vuole sviluppare un rullino 35mm e chi un rullino 120 ma nessuna paura, vi farò vedere come procedere in entrambi i casi.

Per il 35mm:

Se abbiamo un rullino non completamente riavvolto nella “cassetta” siamo sicuramente più comodi, ci basterà tagliare la parte iniziale della pellicola, così da avere un bordo dritto e potremo già iniziare a caricarla nella spirale. Chiaramente solo la parte iniziale, così da averla già sulle “rotaie” e non dover poi impazzire una volta nella changing bag.

Processo di caricamento di un rullino 35mm

Se invece abbiamo un rullino completamente riavvolto, ci toccherà procurarci un apri bottiglie (quello da birra, per intenderci) e ricordarci di metterlo nella changing bag assieme al resto del necessario.

In entrambi i casi (per il 35mm) dovremo ricordarci di inserire all’interno della nostra changing bag:

  1. Il rullino, già iniziato sulla spirale o non.
  2. La spirale.
  3. Il perno centrale della spirale.
  4. L’imbuto del tank.
  5. Il corpo del tank.
  6. Un paio di forbici.
  7. Un cavatappi (nel caso avessimo un rullino completamente riavvolto).

    Non serve inserire il coperchio del tank (per ora), in quanto già chiudendolo con l’imbuto questo sarà a prova di luce.
Occorrente per lo sviluppo di un rullino 35mm
Paterson Tank (amzn.to/2MFjsBW)

Una volta messo tutto nella nostra changing bag, chiudiamola bene per evitare infiltrazioni luminose e infiliamo le mani negli apposite “maniche”.

Ora inizia la parte divertente, nella quale dovremo far avvolgere la pellicola sulla spirale. Consiglio di provare una prima volta con un “rullino sacrificale” in piena luce, così da sapere cosa aspettarci una volta che non potremo vederci le mani.

La spirale ha due perni, uno per lato, che indicano l’ingresso per la pellicola, bisognerà infilarla all’interno di questi e poi ruotare i due lati in senso alternato, per far avanzare la pellicola nella spirale. (A tratti la pellicola potrebbe bloccarsi, in questi casi è importante rimanere calmi e provare a srotolarne qualche centimetro e ritentare; il tutto facendo molta attenzione a toccare il meno possibile la pellicola con le dita).

Nel caso del rullino non completamente riavvolto, potremo iniziare la pellicola sulla spirale già fuori dalla changing bag, ma nel caso della pellicola completamente riavvolta dovremo aprire il rullino (dalla parte senza il perno) con il cavatappi, estrarre il perno con la pellicola avvolta su di esso e tagliare la prima “linguetta” della pellicola con le forbici e poi infilare la pellicola nella spirale, il tutto già nella changing bag (al buio).

Una volta caricata interamente la pellicola sulla spirale, dovremo tagliare la fine della pellicola, per separarla dalla “cassetta” e finire di avvolgerla completamente.

Fatto ciò potremo richiudere attentamente il tank, inserendo il perno al centro della spirale e a sua volta inserire la spirale (con perno) all’interno del tank e chiudere con l’imbuto, essendo certi di chiudere saldamente il tutto prima di tirare fuori le mani dalle maniche della changing bag e aprire la stessa.

Per il 120:

Il medio formato è sicuramente più complesso da caricare nel tank di sviluppo, rispetto al 35mm ma nulla di impossibile.

La prima cosa da fare sarà espandere la spirale per poter accogliere la larghezza del rullino 120, per fare ciò basterà ruotare un lato di questa, per sbloccarla e allargarla fino all’ultimo “scatto”. Fatto ciò si potrà bloccarla in posizione nuovamente.

Passaggi da effettuare per "allargare" la spirale e caricare un rullino 120

Ora potremo inserire tutto il necessario all’interno della changing bag:

  1. Il rullino
  2. La spirale
  3. Il perno della spirale
  4. L’imbuto del tank
  5. Il corpo del tank

Non saranno necessarie forbici e/o cavatappi.

Occorrente per lo sviluppo di un un rullino 120
Paterson Tank (amzn.to/2MFjsBW)

Una volta dentro alla changing bag bisognerà srotolare il rullino, separando la carta protettiva dalla pellicola stessa, facendo attenzione a toccare l’emulsione il meno possibile. Finito di srotolare il tutto, basterà staccare lo scotch che tiene attaccate le due componenti, così da poter iniziare ad inserire la pellicola nella spirale (il procedimento da qua in avanti è lo stesso del 35mm).

Fase di sviluppo

Ora che abbiamo il nostro rullino (35mm o 120) caricato sulla spirale e chiuso nel tank di sviluppo, possiamo passare alla fase di sviluppo vera e propria.

DISCLAIMER: Come citato prima, spiegherò il mio procedimento con i chimici di mia scelta, questo potrebbe quindi variare in base al diverso rullino e diversi chimici.

Per questa fase ci affideremo alla “bibbia” dello sviluppo, la The Massive Dev Chart (digitaltruth.com/devchart.php), qua troveremo tutte le informazioni riguardanti i tempi di sviluppo in base al nostro developer.

Schermata iniziale di The Massive Dev Chart
Sulla barra laterale a sinistra sono selezionabili film stock e developer.

Scelto la pellicola: Ilford HP5+ e il rivelatore: Ilfotec HC, ci troveremo davanti a questa tabella:

Tabella di sviluppo per Ilford HP5 e Ilfotec HC

Darò per scontato che il rullino sia stato scattato a box speed (iso 400) e che la diluizione utilizzata sarà 1+31, questo ci da un tempo di sviluppo di 6.5 minuti (6 minuti e 30 secondi) a 20°C.

Annotiamoci questi dati perché ci saranno utili tra poco e iniziamo a preparare i chimici.

Developer

In un recipiente da 1 litro (graduato possibilmente) iniziamo ad aggiungere acqua, fino ad averne 968.8ml (aiutatevi con una siringa per essere più precisi).
Questa è importante che sia il più possibile vicina ai 20°C.

Fatto ciò possiamo aprire l’Ilfotec HC e sempre con una siringa, prelevare 31.3ml per versarli nel recipiente con l’acqua e poi mescolare.

Una volta mescolato per bene il tutto, il nostro developer è pronto; richiudiamo per bene la bottiglia di concentrato Ilfotec e mettiamola via (io personalmente la tengo in un frigo così che si conservi più a lungo).

Fixer

Il fixer, a differenza del developer preparato prima, non è one shot ma può essere riutilizzato, quindi può essere utile avere delle bottiglie dove conservarlo (io uso delle bottiglie di birra con il tappo a macchinetta, perfette perché sono di vetro scuro e la guarnizione del tappo fa una buona tenuta).

Mischiamo quindi 800ml di acqua con 200ml di Rapid Fixer concentrato, così da ottenere 1 litro di soluzione 1+4. Come per il concentrato di Ilfotec HC, richiudiamo il tutto e mettiamolo via.

Sviluppo

Possiamo ufficialmente partire a sviluppare il nostro rullino, per prima cosa controlliamo che i chimici siano in temperatura (il più possibile vicino ai 20°C) se non dovessero esserci abbiamo due opzioni:

  1. La cosa ottimale sarebbe riuscire a portarli in temperatura, ponendoli a bagno in dell’acqua più calda/fredda.
  2. Se siamo di fretta e la discrepanza dai 20°C non è troppa (±2 gradi), possiamo compensare aumentando o diminuendo il tempo di sviluppo, basandoci sui risultati che ci darà il calcolatore di The Massive Dev Chart (digitaltruth.com/devchart.php?doc=timetemp).

Ora riprendiamo il tempo che ci eravamo segnati prima (o quello compensato per la temperatura) e impostiamo un timer (io uso quello del cellulare).

Prima però di versare il rivelatore nel tank è importante aprire una parentesi sull’agitazione dello stesso, durante lo sviluppo.

Come per il resto di ciò che riguarda lo sviluppo, ci sono varie scuole di pensiero ma io tendo ad affidarmi a ciò che il produttore della pellicola suggerisce, ovvero il metodo Ilford.
Questo consiste in 4 agitazioni in 10 secondi, ogni minuto.

Detto ciò versiamo il rivelatore nel tank e facciamo immediatamente partire il timer; seguiamo la sequenza di agitazioni fino allo scadere del tempo, ricordandosi di agitare lentamente e facendo ruotare su se stesso il tank.
Finita la fase di agitazione sbattiamolo lievemente su un piano per eliminare eventuali bolle d’aria che si possono essere attaccate alla pellicola.

Finito il tempo di sviluppo possiamo svuotare il tank e procedere al risciacquo della pellicola per fermare lo sviluppo della stessa.
È importante ripetere il risciacquo molte volte, agitando il tank e cambiando l’acqua costantemente per liberarci di tutti i residui di developer che possono essere rimasti attaccati alla pellicola.

Dopo una decina di risciacqui possiamo passare alla fase di fixing, impostiamo quindi un timer di 5 minuti (non è necessario essere precisi come per il rivelatore, basta stare sopra i cinque minuti e dovremmo avere una pellicola fissata a dovere e non più sensibile alla luce), e versiamo la soluzione nel tank, ricordandoci di ripetere il ciclo di agitazioni usato per il rivelatore.

Finiti i cinque minuti di fissaggio, svuotiamo la soluzione in un contenitore per conservarla, questa potrà essere riutilizzata.

Ora la pellicola non è più sensibile alla luce, possiamo quindi aprire il tank per facilitare la fase di lavaggio successiva. Per questa io preferisco riempire il tank di acqua e girare la spirale tramite il perno, così da lavare la pellicola (ripetendo ciò per svariate volte, sostituendo spesso l’acqua).

Asciugatura

Le nostre foto sono state sviluppate, possiamo sbloccare la spirale e liberare la pellicola. È importante evitare di toccare zone della pellicola dove ci siano fotogrammi, prendiamola dall’estremità invece e appendiamola con una molletta da qualche parte che non tocchi a terra (e il più distante possibile da fonti di polvere che potrebbero attaccarsi alla pellicola ancora bagnata).

Non resta altro che lasciarla asciugare per 4/5 ore, io tendo a passare una squeegee per togliere il grosso dell’acqua dalla superficie della pellicola ma se la squeegee non è ben fatta si rischia di rigare la pellicola, è quindi meglio lasciare asciugare all’aria se non si sa bene cosa si sta facendo.

Conclusioni

Congratulazioni! Se hai seguito passo a passo questa guida dovresti aver ottenuto il tuo rullino sviluppato a dovere.

Finita l’asciugatura potrai poi tagliare la pellicola per riporla nelle buste proteggi negativi (amzn.to/2Bwptuk) o (amzn.to/2Mz5Yaz), personalmente taglio ogni 6 fotogrammi per quanto riguarda il 35mm, mentre per il 120 (6×7) ogni 2-3 fotogrammi.

Buste porta negativi Hama 35mm (amzn.to/2rrvPcE)
Buste porta negativi Hama 120 (amzn.to/2XJWLAh)

Potrai anche scannerizzare i tuoi negativi, seguendo la mia guida: ilnegativo.com/guida-scannerizzare-negativi/!

Signore anziano che osserva un corvo
Scattata con una Canon AE-1 Program su Agfa APX 400

Detto ciò, spero che questo tutorial allo sviluppo possa essere stato utile a chi si sta approcciando per la prima volta al mondo dello sviluppo, o a chi deve rispolverare le basi di questo. In futuro realizzerò un video complementare a riguardo sul mio canale Youtube.

Come sempre vi invito a seguirmi sui miei profili social di Instagram e Lomohome; visitate lo Shop se siete interessati a delle stampe e ci vediamo nel prossimo articolo!


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